Di origini siciliane, Mariano Amato nasce a Roma, città nella quale sviluppa l' intero suo singolare percorso artistico. Dopo un intenso periodo di apprendimento, vissuto, nel caparbio impegno teso ad impadronirsi delle tecniche pittoriche, intraprende la realizzazione di alcuni dipinti, per il gusto di dare corpo alle proprie esperienze ed emozioni, da condividere poi con una ristretta cerchia di amici. Al contatto con il grande pubblico egli arriva grazie al proprio attivismo civile e politico tramite numerose realizzazioni grafiche che vanno a fare da cornice ad importanti eventi di matrice sindacale. Una volta rotto il ghiaccio, le occasioni di confrontarsi con il giudizio estetico di fruitori indistinti non mancano. A partire dagli anni '90 le opere dell'artista figurano in varie rassegne pubbliche: viene selezionato per la mostra ”L' arte a Roma”, promossa dal Comune di Roma - Sovrintendenza ai Beni Culturali, nel quadro delle iniziative organizzate dalla galleria Comunale di Arte Moderna e Contemporanea. Come scrive la critica, "la pittura di Mariano Amato nasce dal suo vissuto quotidiano, dagli oggetti e dalle suggestioni della sua esistenza" e questo vissuto prende le forme abbastanza di frequente nell'oggetto che l'artista ha sentito di più come fonte di ispirazione. Le moto di Mariano Amato continuano a visitare contesti in cui la fruizione dell'arte si combina con il piacere delle persone di stare assieme. Nascono gli eventi come quello dell' Area Domus ed appuntamenti in locali romani come Nabel, Extra, Caffè Latino e vari altri. Nell’esperienza dell'artista assumono particolare rilievo anche la proficua collaborazione con il Museo Parigino a Roma ( del quale ha creato anche il logo ) e con l' Associazione Athena Parthennos, nonché una presenza al Festival dei due Mondi di Spoleto. Questa ultima suggella l'attitudine a calcare anche palcoscenici sofisticati ed esclusivi, a cui si addicono queste opere intense, energetiche e materiche. Partecipa alla mostra “Moto Guzzi-Il Sogno Italiano” , una esposizione dedicata alla nota casa costruttrice di moto nel complesso del Vittoriano a Roma. L'artista, romano ma con numerose incursioni nel territorio campano e in particolare ad Ischia, ha realizzato proprio in questa isola vulcanica, ribollente, una serie di mostre ma soprattutto periodi di soggiorno in cui egli, come l'ape sul fiore, ne ha succhiato il nettare e con esso ha assunto la forza vitale iniettandola nei suoi colori. Di fatto Ischia è la sua seconda patria, luogo eletto che ha dato origine ai suoi "vulcani".
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Artista schivo riservato Mariano Amato è pittore , artista da sempre, lo è nell'animo nella mente, nel comportamento, lo è sino in fondo. Non potrebbe né saprebbe essere diverso. Lo dimostrano le sue tele infuocate di passione e di colore, di esaltazione creativa. Come sorgenti inesauribili come macchie solari o vulcani inestinguibili, esse erogano emozioni fiammeggianti, emanano luce, fuoco esagerato, folgorante, incontrollabile, bruciante, per questo mi piace la sua pittura, poiché è intrisa di colore, solarità, freschezza mai banali, mai scontati. Moti dell'animo affidati alle dominanti forti di colori certi, ma anche fantasie vertiginose prepotentemente oniriche,”oiseaux rebelles”, che Amato non riesce mai a dominare. Le sue moto raffigurano il turbine dell'artista sin dalla sua infanzia, il suo andare più veloce, di voler precorrere il tempo. Sono gesti del pensiero come direbbe Antonin Artaud, pulsioni irrefrenabili che l’artista sprigiona dalle sue profondità. È il suo magma incandescente che prorompe, si espande, e tinteggia di fuoco la vita. È difficile immaginare un cosmo cosi turbolento in un artista tanto appartato. Solo nelle apparenze poiché egli non si risparmia mai, nell’amicizia, nell’amore, nella pittura. Le moto di amato sono feticci, oggetti di famiglia, della memoria, del narrare e del vivere quotidiano che egli tinge di colori accesi non solo perché cromie dominanti della sua tavolozza ma anche e soprattutto affinché sopravvivano luminose nel ricordo. Moto mai statiche, sempre protese, indomabili, sempre pronte ad una partenza fulminea, improvvisa verso nuove terre, nuovi campi fecondi di messi e di vita. CESARE NISSIRIO
La pittura di Amato scaturisce dal suo vissuto quotidiano, dagli oggetti e dalle suggestioni della sua esperienza. Luoghi immaginati, paesaggi colti e interpretati con una sorta di gioiosa immediatezza, segni e colori che si dispongono seguendo gli impulsi della mano, la freschezza del gesto. Riferimenti all'attualità, intesa come generatrice di istanze artistiche, crogiuolo di fatti e notizie capaci di produrre stimoli pittorici. Un modo franco e diretto di raccontare la propria realtà creando un preciso codice di relazioni e significati utilizzando il gesto pittorico come codice linguistico, capace di produrre un universo di immagini in bilico tra astrazione e figurazione. LUDOVICO PRATESI